Lettera di Giacomo dal Ciad per i rientrati dai campi estivi in Missione

DSC_0743Bentornati!
Ormai è passato diverso tempo dal vostro ritorno dai differenti viaggi! Ho sentito alcune voci da Modena e mi pare che tutto sia andato molto bene e che le esperienze siano state positive!
Qui in Ciad io mi sono ritrovato ad accogliere con i giovani Ciadiani il gruppo Italiano. È stato interessante vivere l’esperienza dall’altra parte. È stato bello vedere la fatica, le attenzioni, le preoccupazioni, le accortezze che si devono prendere per accogliere persone di un altro paese, di un’altra cultura e che parlano un’altra lingua. Di come sia bello impegnarsi, darsi da fare, organizzare, chiedersi come rendere il più piacevole e ricco possibile il soggiorno di questi giovani sconosciuti che arriveranno dall’Italia. Della fatica, dei lavori prima, durante e dopo per permettere tutto questo. Sentire il desiderio crescere dentro di te per l’arrivo di queste persone, e sperimentare la rapidità di queste tre settimane che, semplicemente volano. Continue reading

Lettera di Giacomo dal Ciad

un fratello lontanoNei giorni scorsi Giacomo, dal Ciad, ci ha scritto una lunga lettera con alcune cose tecniche ma credo valga la pena pubblicare la parte finale perché si tratta di una riflessione davvero molto bella e importante.

Sono davvero molto contento del mio tempo qui. C’è una frase di un amico italiano passato di qua che mi porto nel cuore “Giacomo, tu non sai fare niente, ma sei qui, bravo!”. C’era una certa ironia nella sua frase, ma la ritrovo profondamente vera. Io sto facendo esperienza della mia inadeguatezza, del non essere utile, di non essere capace di fare qualcosa di incredibile. Sto facendo cose che chiunque altro potrebbe fare, e probabilmente non sono nemmeno la persona migliore per fare quello che sto facendo. Altri mi hanno sottolineato un po’ questo aspetto dicendomi “insomma capiamo la bellezza di visitare le famiglie, andare in carcere… ma ci aspettavamo che tu stessi facendo qualcosa di più”. È in questa banalità se vuoi, in questa semplicità, in questo non fare la differenza che mi sto trasformando, e che sono occasione di trasformazione dell’altro. Continue reading

I tempi dell’Africa

visitare 2Ottobre 2018. A distanza di un mese mi trovo a mettere per iscritto quelle che sono state le mie tre settimane in Ciad. Un paese con tempi, abitudini, cibo e modo di pensare completamente diversi dal nostro. Penso e ripenso da dove iniziare, difficile mettere in ordine i ricordi ed i pensieri legati a questa indimenticabile esperienza. E allora eccoci, 4.30 del mattino: siamo su una jeep, nel nord est dell’Africa. Ci hanno detto che andremo a ‘svegliare il sole’; la sensazione è quella di stare ancora sognando. Ed è questo stato che accompagna quasi tutte le giornate qui ad Abéché, seconda città del Ciad per estensione (dopo la capitale N’djamena), una città nella quale le certezze e le comodità che attribuiresti ad un corrispettivo paese europeo non puoi dare per scontato. Ed allora inizi ad aprire gli occhi. Continue reading

Cambiare lo sguardo

MessaPartire per un viaggio significa partire con domande, con sogni e con speranze. Partire per un viaggio di tre settimane per visitare il quartiere di Tondo, a Manila, nelle Filippine, significa avere voglia di incontrare, voglia di cambiare lo sguardo.
È con questo desiderio nel cuore che decidiamo di partire per essere catapultate in una realtà così lontana dalla nostra. Ci siamo messe in cammino con delle domande, alla ricerca. È difficile mettere dentro a poche righe quello che abbiamo trovato, ma proviamo a riportare qualche immagine. Continue reading

Ritornate più consapevoli – racconto esperienza estiva in Paraguay

01Il 6 agosto siamo partite per un’esperienza missionaria di tre settimane in Paraguay. Qui si trovano due case delle Suore Francescane dell’Immacolata di Palagano: una situata nella capitale Asuncion, l’altra nel villaggio di Puerto Pinasco nel nord del Paraguay.
Abbiamo trascorso i primi giorni ad Asuncion, dove abbiamo visitato la città e conosciuto la missione delle suore che, oltre ad occuparsi del quartiere in cui abitano, fanno da appoggio alle consorelle che si trovano a Puerto Pinasco ed anche alle ragazze che, da Puerto Pinasco, decidono di continuare gli studi nella capitale.
Dopodiché siamo partite per il “Chaco”: un’immensa regione nel nord del Paraguay che costituisce il 60% del territorio ma è abitata solamente dal 2% della popolazione. Questa è attraversata dal fiume principale sul quale sorgono alcuni villaggi, tra cui Puerto Pinasco che, nonostante disti dalla capitale soltanto 500km, siamo riuscite a raggiungere soltanto dopo un viaggio di 24 ore tra collettivo (pullman) e “barco”. Continue reading

Una missione povera

madagascar02Il Madagascar per noi è stato condividere per tre settimane la vita delle suore missionarie francescane. È stato il cielo grigio della capitale, Tanà, una metropoli caotica che al suo interno racchiude tutte le contraddizioni di questo Paese. È stato il vociare incessante dei venditori ambulanti. È stato la puzza di smog e di carne lasciata al sole. È stato vedere quest’isola-continente riflessa negli occhi dei bambini che giocavano nelle strade sterrate con dei pezzetti di lamiera in mezzo ai polli e ai cani randagi. Per noi il Madagascar è stato sedersi in braccio ad altre persone dentro ai taxi brousse. È stato piantare piselli sotto il sole nel campo delle suore.

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Veglia Missionaria Diocesana

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Venerdì 19 ottobre alle ore 21 il vescovo Erio presiederà la Veglia Missionaria Diocesana presso il santuario di Fiorano.
Durante la veglia potremo ascoltare la testimonianza di Clara Torres Acevedo che da tanti anni è impegnata nella lotta contro la tratta di persone in Africa e in Messico collaborando con Talitha Kum
Davide Muradore di Fiorano riceverà il mandato missionario