Restiamo Umani – el MisMo 2017-2018

2017_2018mismo_completo“el MisMo”, percorso di spiritualità missionaria per giovani dai 18 ai 30 anni
El MisMo, lo stesso… Lo stesso ideale, lo stesso Spirito, lo stesso percorso da intraprendere insieme, lo stesso interesse
per il Sud del Mondo…

Quest’anno ci faremo guidare dal vangelo di Matteo secondo il programma che potete leggere ingrandendo il volantino qui a fianco.

A qualunque latitudine facciamo parte della stessa comunità
Ogni uomo, ogni donna, ogni piccolo di questo pianeta ovunque nasca e viva ha diritto alla vita e alla dignità.
Gli stessi diritti che rivendichiamo per noi, appartengono anche a tutti gli altri e le altre
Senza eccezione alcuna.
Restiamo umani
anche quando intorno a noi l’umanità pare si perda
Vittorio Arrigoni

NOTE tecniche: Continue reading

ritaglio01campiLa sera del 22 gennaio 2017 sono stati presentati a Modena i Campi Estivi in Missione proposti per l’estate 2017. 

Chi vorrà partecipare ai campi dovrà partecipare al cammino formativo previsto secondo questo calendario:

Domenica 19 febbraio pomeriggio/sera

Sabato 11 e domenica 12 marzo

Venerdì 21 aprile sera

Domenica 21 maggio

Ecco di seguito i video di presentazione e i riferimenti dei referenti dei singoli campi. Continue reading

Messa missionaria mensile con don Luigi Gibellini

gibellini01La messa missionaria mensile sarà celebrata lunedì 9 gennaio 2017 alle ore 19 presso la chiesa parrocchiale di Baggiovara (MO). Avremo con noi don Luigi Gibellini, Fratello della Carità rientrato da qualche mese dal Brasile.

Dopo la messa potremo cenare insieme nei locali parrocchiali e a seguire don Luigi ci racconterà la sua esperienza in Brasile, nella diocesi di Rui Barbosa, in Bahia.

Vi aspettiamo!

Dove è bello perdere tempo

1719Chiudi gli occhi.
Immagina una distesa d’oro tremolante,
degli alberi con un tronco talmente grosso che per abbracciarli bisogna essere in tre.
Immagina delle nuvole lunghe e tranquille, un buio nero e liquido come vernice, delle stelle che sembra vogliano toccarti il naso.
Immagina piedi scalzi e sporchi, sorrisi sinceri,occhi curiosi.
Accendi la luce: questo è il Madagascar.
Su quest’isola tutto è più acceso: i colori, le persone, le tue emozioni, la vita.
Ti rendi conto che loro sono neri, ma tu sei un po’ grigio, più impolverato di loro, soprattutto dentro.
Tu ci provi a non farli entrare,
ti senti continuamente sporco,
ti affanni estraendo continuamente salviette, amuchina gel, autan.
Ma poi distruggono le barriere, ti disarmano e ti ritrovi anche tu a camminare a piedi nudi, a cuore svestito, perché il mondo entra da lì.
Ci siamo immersi con loro in questa realtà, fatta di persone autentiche.
“Tamana” ci hanno augurato, ossia: sentitevi a casa.
E noi ci siamo messi comodi.
Abbiamo avuto la fortuna di essere accompagnati da sentinelle con il velo, silenziose, premurose, esempi rari di carità, che con piccole e costanti azioni ci hanno trasmesso
senza troppe parole cosa voglia dire spendere la propria vita per il prossimo.
Abbiamo scoperto come sono lunghe le cose semplici se non hai gli strumenti che a casa dai per scontati.
Provateci voi a spaccare la legna con un’accetta non affilata, a segare dei tronchi senza una sega circolare, a lavare i piatti dovendo andare a prendere l’acqua dal pozzo. Ad accendere il fuoco tutte le volte che devi fare da mangiare.
I tempi si allungano a dismisura.
Perdita di tempo? Vedetela come preferite.
Ma sapete cosa abbiamo capito noi?
Sapete cosa il Madagascar ci ha insegnato?
Che perdere tempo è bello!
Perdere tempo per accogliere l’altro, per aprirgli la porta di casa e dirgli “dai prega con me!”, per imparare insieme una danza, per pulire il riso, per il sdraiarsi a guardare le stelle.
Passare ore in taxi-brousse, appiccicati, squassati come dei calzini durante la centrifuga, guardare i paesaggi in silenzio è bello!
E troppo spesso ci dimentichiamo quanto sia bello perdere tempo.
Corriamo, dobbiamo fare, andiamo, dai muoviti, dobbiamo finire una cosa per iniziarne un’altra,in fretta!
Senza godersi il cammino, senza godere di chi cammina con noi.
Nessuno partiva con la convinzione di andare in Madagascar e di cambiare il mondo.
Sapevamo bene che ci avremmo guadagnato noi, ma non immaginavamo così tanto.
Tutte le persone incontrate durante queste settimane hanno scavato, piantato un seme, annaffiato e fatto spuntare una piantina nel nostro cuore.
Tonino Bello diceva che dovremmo dire ai missionari:
“Quando tornate qui da noi, in Europa, riempire gli aerei, riempite le navi, portateci..portateci…vi preghiamo, dei pacchi dono..perché stiamo morendo non di fame, ma morendo di tutti questi grandi valori! Mandateci pacchi dono di speranza, di fiducia, di solidarietà, che qui si muore!”
Adesso è compito nostro trasformare questa piantina in un maestoso baobab, guardare il mondo con occhi nuovi ed essere specchio della bellezza che abbiamo visto e vissuto sulla nostra pelle.
Vogliamo essere buchi della serratura, guardando attraverso di noi chi ci è attorno deve vedere la bellezza dietro alla porta. Vogliamo fare luce. Almeno un pochino.
Annalisa Lugari

Togliti pure le scarpe

foto di Mirko Fava

Quest’estate ho deciso di fare un’esperienza che potesse soddisfare il mio desiderio di comprendere meglio che cosa volesse dire essere missionaria; così, sono stata accolta due mesi dalle Missionarie Saveriane in Thailandia. Ho trascorso un mese a Pak Kret, nella periferia di Bangkok e un mese a Nan, una piccola città piu a nord.
Fare un’esperienza in missione per me è stato prendere le scarpe (o nel caso della Thailandia toglierle) e iniziare a camminare a fianco delle persone. Non sono andata per FARE qualcosa, ma ad imparare a STARE CON e soprattutto PER gli altri. Quello che la missione mi ha chiesto è stato di decentrarmi: spostare l’attenzione da me all’altro.
Ospitata dalle Saveriane ho avuto modo di conoscere di più la loro congregazione: la loro scelta di non indossare l’abito per entrare in contatto con la gente in modo più diretto, senza barriere culturali di pregiudizio e in una realtà assai poco cattolica come la Thailandia ciò fornisce un aiuto non indifferente. La comunità mi ha accolto con grande calore, facendomi sentire una di famiglia, rispondendo pazientemente alle mie continue domande e facendosi da interprete nelle conversazioni con chi del posto non sapeva l’inglese.
Nella realtà di Bangkok le missionarie sono impegnate nelle visite alle famiglie e agli ammalati che vivono negli slam (le baraccopoli), in cammini di formazione e catechesi per giovani e adulti e nella Casa degli Angeli: una struttura che accoglie mamme con bambini gravemente disabili e le aiuta a prendersene cura sia dal punto di vista fisico (insegnando loro tecniche di riabilitazione fisioterapica) che dal punto di vista spirituale alla luce del Vangelo in cui Gesù è il primo a dire che a chi è come loro appartiene il regno dei cieli (Lc 18,16) Continue reading